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Chi
e Marco Vidini....
Non ricordo quanti interventi di soccorso in montagna abbiamo fatto insieme,
troppi forse.
Ho nella mente in modo molto nitido un tramonto di una domenica di fine
inverno, i Resinelli già nel buio, i fianchi della Grignetta rosso
fuoco, gli uomini impegnati in una delle ultime calate con il ferito nella
barella, i messaggi nelle radio.
Io e Marco siamo rimasti indietro a recuperare il materiale di calata.
Il ferito ormai salvo.
Ci guardiamo per un attimo e dalla stanchezza affiora il suo inconfondibile
sorriso, più di occhi che non di labbra.
"Vai pure giù - mi dice- ci penso io qui
"
Mi avvio verso la squadra ormai arrivata sul piano; quando mi volto e
lo vedo, là in alto, che scende veloce provo invidia e felicità
per la sua freschezza, per la voglia con cui si mette sempre a disposizione,
per quel sorriso.
Quando gli hanno diagnosticato la sua grave malattia anche io ho pensato
che ce l'avrebba fatta; non era possibile che non vincesse con la sua
voglia di vivere.
Era nel soccorso Alpino perché gli piaceva la vita, per la quale
ha combattuto in quei brevi mesi di malattia, con la quale se ne è
andato un lunedì mattina lasciandoci l'impegno di continuare anche
per lui.
Ora siamo qui, continuiamo a salire e scendere dalle montagne, dalla Grignetta;
a volte felici, altre volte impegnati in un soccorso.
Eppure ogni tanto, con la luce giusta, voltandoci all'improvviso verso
la cima, ci sembra di vedere una figura che scende veloce e chiude la
nostra fila.
Giacomo Arrigoni.
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